OCCHIO AL GATTO di Silvana Gandolfi

Ormai Silvana Gandolfi sta diventando a pieno titolo la mia autrice per bambini preferita, dopo Roald Dahl e Bianca Pitzorno.

Il piccolo Dante si è da poco trasferito a Venezia dalla nonna, dopo che i genitori sono andati a lavorare a Hong Kong. Il cambio di scuola non è dei più facili, soprattutto perché Dante ha non poche difficoltà, mette gli accenti sugli otto, scambia le “d” per “b”, prende le “p” per “q”, e poi disegna i contorni dei particolari del viso di chi ha di fronte con la punta della lingua, in segreto, nelle pareti della bocca.

La sentenza della nuova maestra è implacabile

“Voglia il cielo che non sia dislessico!”. “Dislessico Dante?” ruggì la nonna girandosi a guardarmi. Le onde maestose e rigide dei suoi capelli azzurro ghiaccio calarono su di me. Il cammeo con la testa di medusa che le fermava il colletto di pizzo sotto la gola venne a trovarsi a pochi centimetri dal mio viso. Mi tirai indietro. Dislessico sembrava una parola tremenda, così simile a giurassico, e la breve pausa che aveva fatto la maestra prima di pronunciarla la inseriva nella categoria delle pecche vergognose.

Ed è così che Dante fa la conoscenza dello strambo signor Dolente, il suo nuovo maestro di lezioni private da cui si reca ogni pomeriggio, e che lo accoglie con sigarette di liquirizia, cioccolata calda per risvegliare le cellule della memoria, la gatta Tita che appena partorito quattro cuccioli ancora ciechi, strane storie di teschi etruschi vecchi di duemila anni ed esperimenti per risvegliare il potere della telepatia…

“Un estratto distillato. Lo vedi, il liquido è bianco. È la prima volta che lo sperimento in questo modo…” “Cosa succederà?” chiesi con un fil di voce. “Prima bisogna che apra gli occhi, poi tu ti metti di fronte a lui; vi guardate a lungo, dritto nel fondo delle pupille. Ma, attenzione, solo se tu sarai il primo al mondo ad apparigli davanti, la prima creatura vivente, allora potrai…” “…leggergli nel pensiero!” conclusi folle di gioia. “Meglio ancora!” Cosa poteva esserci di meglio che leggere nel pensiero del mio gatto Virgilio? “Se lui ti avrà visto per davvero…visto dentro… Capisci cosa intendo piccolo Dante? Non è facile lasciarsi guardar dentro, lo sai?… Se vi guardate così, dopo tu potrai vedere con gli occhi di Virgilio. Anche se sarete lontani… Telepatia a distanza!”

Ma cosa accade se una volta stabilito il contatto oculare tra i due, il gattino Virgilio scompare, e se Dante comincia ad avere delle visioni di fughe e rapimenti in cui sono coinvolti il gatto, una bambina con un cerchietto, e due brutti ceffi dall’aria poco raccomandabile?

Un’avventura che porterà Dante a credere ciecamente fino in fondo e contro il parere della nonna, del telegiornale e dei quotidiani, all’incredibile, a scappare da casa e ad aggirarsi da solo per Venezia, tra le calle, i canali e negli squeri, luoghi dove vengono costruite le gondole, e perfino su un treno fino a Rovigo… guidato solo dagli occhi di Virgilio…

“Occhio al gatto” di Silvana Gandolfi, ed. Salani, 1995