Manuale del giovane scrittore creativo

“Manuale del giovane scrittore creativo” di Bianca Pitzorno

A fare da guida agli aspiranti giovani scrittori è Prisca Puntoni, protagonista del meraviglioso Ascolta il mio cuore della stessa autrice (di cui scriverò presto in quanto resta uno dei miei libri preferiti in assoluto), e piccola scrittrice in erba, “maschiaccia” ribelle ed emotiva.

È tra i libri usati di una bancarella che Prisca trova il ‘Manuale del Giovane Scrittore Creativo’, che decide di usare come diario e vade-mecum per il G.S.C. (Giovane Scrittore Creativo).

Nella prima pagina ci incolla una foto di sé seduta alla scrivania, la penna in mano, un gomito appoggiato al tavolo, la mano che le sorregge il viso leggermente inclinato, “Vi siete mai accorti che tutte le scrittrici e gli scrittori nelle foto si reggono la faccia o la testa, come se fossero troppo pesanti?”.

Nelle “Istruzioni preliminari” Prisca insiste sull’importanza della scelta del luogo in cui scrivere, “…quel rifugio che una vostra collega inglese già affermata chiamava una stanza tutta per sé”. (La collega inglese è Virginia Woolf, n.d.s.).

Diviso in sedici lezioni, l’autrice, attraverso Prisca, fornisce preziosissime indicazioni su diversi procedimenti creativi, in modo stimolante e divertente, come quello dell’anagramma (lezione 1), in cui, a partire dal suo nome, da quello dello zio Leopoldo, il cardiologo rubacuori della sua migliore amica, e da una tartaruga, escono fuori combinazioni esilaranti che strapperanno un sorriso anche ai musoni più convinti!

Nella lezione 4, “Sbagliando s’inventa”, impariamo che gli errori possono essere trasformati in un’occasione d’invenzione creativa, e rigirati a nostro vantaggio dare così vita a qualcosa di originale: “…quando incontrate un errore, non affrettatevi a correggerlo, ma approfittatene per sbrigliare la fantasia.”

Gli equivoci che possono sorgere dal pronunciare le parole una di seguito all’altra, diventano espedienti stuzzicanti per il G.S.C. che li utilizzerà per creare significati diversi, come nel caso di OCHELAMENTEVOLI… cosa vorrà dire? OCHE LAMENTEVOLI oppure O, CHE LA MENTE VOLI!

Una delle cose che personalmente ho trovato assolutamente geniale e altissimamente stimolante, è stato l’esercizio in cui vengono proposte parole nuove, cioè create mettendo insieme suoni che ci piacciono, ma che FINORA non hanno nessun significato, come se aspettassero solo che qualcuno gliene attribuisca uno (vedi foto).

Nella lezione 5 viene spiegato l’uso degli acrostici, fornendo esempi divertenti e invitando il lettore a cimentarsi ad inventarne altri utilizzando i nomi dei protagonisti del libro, mentre nella lezione 7 si gioca con le parole della lingua italiana che in base all’accento cambiano completamente significato, come balìa/bàlia, àncora/ancòra, benèfici/benefìci, vìola/viòla, e così via, proponendo una lunghissima lista di queste parole e invitando ad utilizzarle in uno stesso racconto.

Dall’accostamento di due sostantivi presi a caso dal vocabolario, scaturisce il matrimonio improbabile di una tartaruga, esercizio inventato da Gianni Rodari e riproposto qui in modo ampliato, invitando il G.S.C. a fotocopiare e poi a ritagliare delle carte.

Dalla lezione 11 si entra nel cuore del Manuale, “Come scrivere il romanzo”: si passano in rassegna i personaggi necessari, con i loro ruoli e le loro caratteristiche, cosa capita loro, e come funziona l’intreccio, proponendo anche qui l’utilizzo di carte fotocopiate dal manuale stesso in cui sono disegnate e descritte situazioni di base da cui prendere spunto per creare una storia, storia a cui ogni giocatore è chiamato a partecipare attivamente agganciandosi a un pezzo degli altri partecipanti.

L’ultima parte del Manuale è infine dedicata alla rima e alla poesia, cosa distingue le rime baciate da quelle rimate, si inventano nuove poesie a partire dalle ultime parole di quelle famose e tanti altri esercizi che non si possono neanche definire tali in quanto sono talmente divertenti e stimolanti che li definirei piuttosto dei giochi, e non solo per i bambini!

Anche questa volta Bianca Pitzorno ci regala un esempio di scrittura di altissima qualità e di semplice complessità, e lo fa arrivando al cuore e alla mente dei più piccoli come dei loro genitori, fornendo uno strumento validissimo per chi davvero voglia cimentarsi con la scrittura creativa in modo serio e leggero allo stesso tempo.

 

Manuale del giovane scrittore creativo di Bianca Pitzorno, ed. Mondadori, 1996

Nell’immagine di copertina, gatta Phoebe©