La bambina che non amava il suo nome

Oggi vi presento “La bambina che non amava il suo nome” (ed. Rizzoli, 2018), un libro di narrativa per bambini che ho scoperto recentemente essendo una grandissima ammiratrice dell’autrice turca Elif Shafak, di cui “La bastarda di Istanbul” mi aveva a dir poco estasiata, innescando quel meccanismo inarrestabile che mi avrebbe poi fatto leggere tutti i suoi libri tradotti in italiano uno dopo l’altro e apprezzandoli tutti, per motivi diversi e in diversi modi.

“La bambina che non amava il suo nome” è un libro per bambini (a partire dai 9-10 anni, anche se non mi piace mai delimitare per fasce di età data la diversità e l’unicità di ogni lettore, comunque avendone 11 la protagonista regolatevi voi) con illustrazioni, poche, che secondo me conferiscono alla lettura una piacevolezza simile a una coccola, cioè non è che tolgano niente alla fantasia, pur mettendoti lì i personaggi descritti, anzi, suggerendoti il loro aspetto e le loro espressioni nel modo fisso del disegno, poi sta al lettore dar loro colore, spessore e movimento con l’immaginazione.

Sono illustrazioni a cui manca solo la parola, e ne parlo prima del testo proprio perché se non ci fossero il libro non sprigionerebbe quella magia e quel luccichio ogni volta che lo si riapre per proseguire nella lettura.

Siamo a Istanbul, al terzo piano di un palazzo azzurro vive la protagonista, una bambina che ama leggere libri, disegnare, saltare la corda e preparare biscotti al cioccolato. Ama anche gli animali, e vorrebbe tanto averne uno, magari un cane, un gatto, una capra o uno scoiattolo giapponese, ma i genitori sono contrari e le concedono due tartarughe di mare, che lei chiama Giorno e Notte.

Ma “perché”, si chiede a un certo punto, “i grandi la lasciavano tranquilla se studiava, ma la disturbavano continuamente quando leggeva?”, e soprattutto, perché dicevano di leggere tanti libri mentre loro non lo facevano mai?

Un giorno, in casa la bambina scopre un segreto, trova un globo, più grande di un’arancia ma più piccolo di un melone, che si ricarica solo in presenza di tantissimi libri e capace di trasportarla nel Mondo delle Leggende, delle Favole e delle Storie, dove incontrerà alcuni amici un po’ particolari con cui affronterà diverse prove affinché questo mondo non s’inaridisca… Ma come superare prove dall’apparenza impossibili e in pochissimo tempo?

Un libro sul potere creativo della fantasia, la magia di trasformazione racchiusa nei libri, la scoperta dell’amore di sé e del proprio potere di creazione e il superamento della paura del giudizio.